Liberare i ripostigli & co.

Come ottenere cantine, garage e ripostigli in ordine

Per concludere questa serie di post sull’eliminazione del superfluo (decluttering), tratterò quegli “angoli bui” della casa e non solo.

Probabilmente se abbiamo fatto una bella cernita delle cose che risiedono in casa, c’è il caso che qualcosa che non adoperiamo più, sia finito in garage, cantina o rinchiusa da qualche altra parte.

In questo articolo vedremo come utilizzare al meglio gli spazi in cui riponiamo cose che usiamo poco e capiremo che non sempre la ricollocazione di una cosa sia la scelta migliore.

Il risultato che vogliamo ottenere

Capire cosa vogliamo tenere, dove e come lo vogliamo disporre, è il primo passo da intraprendere per avere degli spazi bene organizzati, anche in cantina, garage, soffitta o sgabuzzino!

È quindi fondamentale iniziare da un’analisi degli spazi e degli oggetti, prima di buttarsi a capofitto nello sfoltimento degli oggetti che abbiamo accumulato negli anni nei ripostigli, cantine ecc.

Il rischio a cui si va incontro se si salta questa fase di analisi, è quello di ottenere degli spazi più liberi, ma non organizzati! Questo aumenta le probabilità che nel giro di qualche mese o anno la situazione ritorni esattamente come era prima.

Studiamo perciò come sfruttare al meglio le aree interessate e pensiamo a ciò che dovremmo collocarci dentro. 

Pensiamo a cosa va dove

Qual’è la situazione attuale?

In ogni casa ci sono sempre uno o più luoghi in cui decidiamo di mettere quelle cose che non adoperiamo, che sono guaste o che ci dispiace buttare via.

A volte sono gli angoli degli armadi, gli sgabuzzini, oppure cantine e garage, col risultato che questi luoghi col tempo diventano colmi di oggetti che nemmeno noi ci ricordiamo di possedere.

Destinazione d’uso degli spazi

Per evitare di finire col farci cadere le cose addosso quando apriamo l’armadio o di non riuscire più a mettere piede in cantina perché non c’è più un angolo libero, è opportuno stabilire “cosa va dove anche in questi luoghi.

Per farlo bisogna capire quali siano gli oggetti che ingombrano questi spazi, se tutti siano davvero necessari e poi suddividerli grossolanamente per categorie.

Io ad esempio per il garage e la cantina uso questa semplice regola:

  1. In cantina metto le cose che uso saltuariamente in casa e che poi ricolloco nuovamente in cantina. 
  2. In garage metto le cose che arrivano da fuori e poi dovrò portare in casa e le cose che adopero fuori e non porto mai in casa

Le regole che decidiamo di adottare ovviamente variano in base agli spazi che abbiamo e alla vita che conduciamo, quindi è sempre meglio fare un’attenta analisi delle nostre abitudini e necessità.

Analisi degli spazi

Nella prima fase, quella della pianificazione, pensiamo a come vorremmo riorganizzare gli spazi; per farlo è opportuno analizzare le caratteristiche di ogni ambiente valutando:

Le caratteristiche pratiche

La facilità di transizione degli oggetti dal luogo di rimessaggio a quello d’uso.

Le caratteristiche fisiche

Lo spazio, l’altezza e la possibilità di inserire ripiani o armadi.

Le caratteristiche ambientali

Il grado di umidità, le variazioni della temperatura, la luce e l’areazione.

Fatta chiarezza sulle potenzialità dei luoghi che abbiamo a disposizione, facciamo chiarezza su cosa sia davvero necessario.

Analisi degli oggetti

Mettiamo nero su bianco

Cosa dovremmo aspettarci di trovare 

Prima di mettere mano agli oggetti “archiviati”, pensiamo a cosa dovremmo trovarci… Prendiamo carta e penna e proviamo a scrivere ciò che pensiamo si nasconda nelle aree in cui dovremo lavorare; annotiamo anche ciò che secondo noi è giusto che ci sia e ciò che dovremo rimuovere.

Questo foglietto potrà servirci da guida durante la fase di pianificazione e da promemoria durante la fase operativa: quando troveremo qualcosa che non ci aspettavamo, capiremo che per la nostra mente quell’oggetto era già stato rimosso, trarremo così le nostre conclusioni.

Come creiamo le suddivisioni?

Una volta stilato il nostro elenco, possiamo già pensare ad alcune possibili suddivisioni, come: le cose di Natale, l’attrezzatura sportiva, le scorte alimentari e non, ecc.

Per farlo i criteri da adottare sono infiniti, dal dove usiamo una data cosa, per cosa la usiamo, ogni quanto la usiamo ecc. 

Fase di pianificazione

Fatte le analisi degli spazi, degli oggetti e delle suddivisioni, possiamo passare alla pianificazione!

Creiamo la nostra mappa

Ora, sempre carta alla mano, in base alle analisi fatte, creiamo la nostra mappa ideale del “cosa va dove”. 

Si tratta di semplici appunti, che probabilmente aggiusteremo in corso d’opera, ma ci aiuteranno a non smarrire la strada e ad andare avanti passo per passo.

Ci serve altro?

È in questa fase che potremmo pensare a come verranno ricollocate le cose: ci servono degli scaffali? Dobbiamo spostare degli armadietti? 

Più abbiamo le idee chiare più veloce sarà il lavoro dopo, ma anche se ci dovesse mancare qualcosa in fase di ricollocazione, l’importante sarà avere idea di come sistemeremo le cose in un secondo momento, in modo da pianificare i lavori di fino in un secondo momento.

Fase operativa

Ora bisogna sporcarsi le mani!!!

La zona cuscinetto

Se gli ambienti in cui lavorare sono diversi e ci vorrà molto tempo, sarà utile stabilire una zona cuscinetto, in cui andremo a mettere tutto quello che vogliamo ricollocare, già suddiviso secondo quello che ci siamo prefissati e una zona in cui depositare tutto ciò che andrà portato in discarica (o donato/venduto).

Tiriamo fuori tutto

Ora bisogna guardare tutto, un ambiente per volta, e l’unico sistema per farlo è tirare fuori tutto! Non deve esserci nulla che si possa nascondere.

Mentre facciamo questo lavoro teniamo sempre a mente ciò che ci aspettavamo di trovare e ciò che ci eravamo prefissati di tenere, in modo da avere sempre la nostra bussola che ci aiuterà ad orientarci.

Selezioniamo

Mentre tiriamo fuori le cose decidiamo già se quello che troviamo ha diritto ad una collocazione all’interno dei nostri spazi o se debba essere portata in discarica (o ceduta in altro modo).

Ricordiamoci sempre che in qualche modo noi stiamo pagando per conservare quel materiale, ogni oggetto quindi dovrebbe avere almeno un motivo per occupare quel posto!

Sistemiamo gli spazi

A questo punto è il caso di dare una ripulita e di fare gli aggiustamenti a cui avevamo pensato, come inserire nuovi scaffali o spostare dei mobili contenitori.

Inoltre possiamo mettere in atto un trucco: quello di scrivere dei cartellini che identifichino il contenuto di ogni zona. Questi cartellini possono essere fatti semplicemente scrivendo su del nastro di carta e secondo me quando si tratta di spazi poco praticati, è utile tenerli sempre, in modo da ricordarci la disposizione a cui avevamo pensato.

Ricollochiamo

Ora arriva il bello!

In teoria dovremmo avere molto meno cose da ricollocare e queste dovrebbero essere già suddivise e gli spazi già assegnati, quindi il lavoro dovrebbe andare via liscio.

Risultato finale

Alla fine avremo degli spazi molto più liberi, ben organizzati e in cui troveremo tutto ciò che ci serve. Le cose dovrebbero essere facili da estrarre e quando possibile, facili da portare al luogo d’uso.

Anche se si tratta di cose e spazi che usiamo poco, avere idea di cosa ci sia e dove sia riposto, ci darà un grande senso di leggerezza! 

Mantenere l’ordine

Una volta creato l’ordine dobbiamo ricordarci alcune regole per mantenerlo.

Evitare il superfluo, anche in cantina

Partiamo dal presupposto che anche in cantina (o garage ecc.) non dovremmo tenere cose che siamo sicuri di non utilizzare più.

Elettrodomestici rotti, imballaggi, pezzi di mobili e chi più ne ha più ne metta! Nelle cantine e nei garage si possono trovare davvero le cose più strane, tante volte pezzi di cose che non possediamo nemmeno più.

Non dico che sia saggio buttare tutto, ma per lo meno, se decidiamo di tenere una determinata cosa, dobbiamo essere consapevoli che quella cosa sia in un dato posto e che stia occupando uno spazio che noi paghiamo o abbiamo pagato per avere… ha sempre senso?

Se può avere senso, dobbiamo quantomeno avere l’accortezza di inserire nel giusto contesto le cose dello stesso genere, in modo tale da poterci dare periodicamente un’occhiata, scegliendo se continuare a tenere o meno l’oggetto in questione.

Non usiamo gli spazi che abbiamo a disposizione come anticamera della discarica: questo è il primo passo verso il caos totale.

Non posticipiamo una decisione che tanto sappiamo già che andrà presa…

Se il mio ferro da stiro è rotto, o lo aggiusto o lo rottamo! Se ne compro uno nuovo ora, figuriamoci se andrò a riprendere quello vecchio nel caso in cui quello nuovo dovesse rompersi!

Valutiamo ogni oggetto che vogliamo mettere “a riposo”, facciamoci delle domande come queste:

  • Mi servirà mai? Quando l’ho usato l’ultima volta?
  • Se non avessi questo oggetto cosa userei al suo posto? Posso farne a meno?
  • Non lo voglio buttare perché l’ho pagato molto? Allora perché lo metto in cantina?
  • Ci sono davvero affezionata? Allora perché lo metto qui?

Se capiamo che quella cosa non verrà mai più utilizzata, sbarazziamocene, non ingombriamo spazi inutilmente.

E i ricordi?

A volte proprio non ce la facciamo a separarcsi da alcune cose, ma come dicevo prima, mettiamole nel giusto posto: possiamo stabilire un’angolo dei ricordi! Farlo valorizzerà le cose che vi poniamo e saremo facilitati ad accedervi, un ricordo a cui non abbiamo più accesso, perché sepolto dal altre cianfrusaglie, è come un ricordo che non possediamo più, non cambia molto!

Concludendo

Ricordiamoci che “Liberare gli spazi per liberare la mente” non si riferisce solo agli spazi visibili, ma anche a quelli più nascosti! 

Avere idea di quello che abbiamo, riuscire a sapere a colpo sicuro dove reperirlo e poterlo fare in maniera agevole, ci faciliterà sicuramente la vita.

Ho scritto questi post che prevalentemente trattavano di come alleggerire le nostre case, più di come organizzarle, perché il primo fondamentale passo per avere degli spazi organizzati è quello di avere la giusta quantità di cose.

Di seguito comunque vi riporto le fasi per una buona riorganizzazione degli spazi.

Le fasi della riorganizzazione

  1. Essere consapevoli dei risultati che vogliamo ottenere, quindi dei nostri bisogni
  2. Pensare a come vorremmo che fossero organizzati i nostri spazi
  3. Passare in rassegna tutto il contenuto dell’area che vogliamo riorganizzare (come ho sempre scritto in questa serie di post sul decluttering)
  4. Selezionare solo le cose che ci piacciono o ci servono davvero
  5. Preparare e pulire la zona che stiamo trattando
  6. Ricollocare con criterio solo ciò che vogliamo tenere

Un saluto e ricordati che ci sono sempre per aiutarti a sistemare il disordine, mi piace ed è il mio lavoro. Senza alcun giudizio e con serenità, potrò sostenerti insegnandoti un metodo che ti accompagnerà per tutta la vita!

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