Organizzare i pasti

Menu Settimanale

Organizzare i pasti durante la quarantena

Fare la spesa oggi non è più quell’attività spensierata che era una volta, ma ci appare di più come una missione. In queste circostanze avere le idee chiare e fare una spesa quanto più mirata possibile, è necessario.

Ci sono due strumenti (più uno) che ci possono aiutare: il primo è la lista della spesa, il secondo il menu settimanale, a cui vi propongo di aggiungere un altro strumento utile.

La lista della spesa

È fondamentale avere una lista della spesa completa e ben pensata per non perdersi tra gli scaffali, una cosa che possiamo fare per organizzarla meglio è suddividere i tipi di alimenti in categorie e magari inserirli nella lista con lo stesso ordine in cui li troviamo nel percorso del supermercato.

Fare una specie di mappa del nostro supermercato di riferimento e organizzare la lista di conseguenza ci farà risparmiare parecchio tempo.

Cerchiamo di non lasciare nulla al caso: controlliamo bene cosa abbiamo già a casa e pensiamo a cosa prepareremo da mangiare nei giorni successivi, evitiamo di vagare tra gli scaffali alla ricerca di qualche ispirazione, come potevamo fare una volta!

Il modo migliore per capire cosa faremo da mangiare è scriverlo, ovviamente! In questo caso il menu settimanale ci sarà di grande aiuto!

Il menu settimanale

Scarica qui il mio modello

Preparare un menu settimanale probabilmente ci sembrerà strano, magari possiamo pensare di limitare la nostra creatività e di toglierci la libertà di lasciarci ispirare dal momento, ma vedrete che non sarà così, perché il nostro estro lo useremo in fase di compilazione e comunque, faremo sempre in tempo ad apporre delle modifiche durante la settimana.

I benefici

  1. Alleggerisce la mente
    poiché non dovremo più pensare giornalmente a cosa fare per il pasto successivo.
  2. Agevola una sana alimentazione
    pensare prima al menu, ci consentirà di bilanciare meglio i nostri pasti, non solo all’interno della giornata, ma anche della settimana.
  3. Il nostro menu sarà più vario
    scegliendo cosa fare prima, eviteremo di doverci arrangiare con ciò che abbiamo, differenziando maggiormente la nostra alimentazione.
  4. Migliore organizzazione dei tempi
    sapendo cosa dovremo preparare, potremmo sfruttare meglio il tempo durante la mattina e il pomeriggio, rilassandoci quando avremo scelto delle preparazioni più semplici.

Qualche trucco

  1. Segniamo nel menu quando si fa la spesa
    ci saranno alimenti che vanno consumati appena presi, altri che possono aspettare, preparazioni che andranno riposte in frigo, quindi da tenere quando il frigo si sarà un po’ svuotato.
  2. Scegliere le pietanze da preparare
    non esageriamo con le preparazioni troppo elaborate, rischiando di riempire il frigo di ingredienti prima e di avanzi poi.
  3. Non riempiamo tutti gli spazi
    lasciamo qualche pasto dedicato agli avanzi, a preparazioni jolly o comunque a piatti molto semplici, altrimenti seguire il menu ci sembrerà un lavoro troppo pesante.
  4. Gli extra
    oltre al pranzo e alla cena possiamo inserire gli extra, che possono essere delle preparazioni che vogliamo fare, come dei dolci o l’impasto della pizza per il giorno dopo!

La lista dei piatti da provare o ripetere

Scarica qui il mio modello

Lo strumento in più che ci faciliterà la stesure del menu è la lista dei piatti da provare, che man mano potrà anche trasformarsi nella lista dei nostri piatti preferiti.

Si tratta di un foglio in cui annotare i piatti che ci vengono in mente quando il menu settimanale è già stato scritto.

È comodo suddividerlo in tipologie, così mentre si redige si possono pescare i piatti di cui abbiamo bisogno, io ad esempio ho suddiviso per categorie alimentari, ma potreste anche suddividerlo per difficoltà di preparazione, per tipo di cottura, basta che vi sia d’aiuto per la compilazione del menu.

Una volta provati i piatti, segnate quelli che non volete più ripetere e annotate quelli che vi sono particolarmente piaciuti così da riportarli in una nuova lista quando lo spazio sarà esaurito.

È un modo per arricchire la varietà dei piatti che cuciniamo!

Concludendo

Organizzare i pasti fa bene alla mente e alla salute, potrebbe essere una nuova abitudine da imparare in questi giorni, ma che ci potrà agevolare la vita anche quando tutto sarà finito!

Restiamo vicini, anche se lontani, un abbraccio!

Cosa fare a casa

To do list

Le liste ci possono aiutare

Come accennato nel precedente articolo “tutto il giorno a casa” le To Do List possono davvero aiutarci nella nostra organizzazione e, al contrario di quanto potremmo pensare, lo possono fare soprattutto in questi giorni di reclusione.

Per iniziare

Mettere per iscritto le cose da fare è un sistema per liberare la mente e il mio primo suggerimento è quello di farlo con carta e penna, infatti l’azione dello scrivere a mano aiuta la mente ad elaborare e rilasciare le idee.

Io ho scoperto i benefici delle liste tanti anni fa, in un periodo in cui facevo fatica a prendere sonno! Avevo letto che tenere un taccuino accanto al comodino, in modo da potersi annotare le idee, aiutava il cervello a rilassarsi, perché non doveva più occuparsi di tenere traccia di quelle idee, e funziona davvero! Anche in questo caso, carta e penna, ma per un altro motivo: annotare le cose sullo smartphone, oltre che disturbare il sonno con la sua luce, potrebbe farci distrarre da qualche notifica e farci perdere nei meandri dei social o delle notizie online!

Cosa fare dopo la quarantena

Oggi, a causa della quarantena, ci sono tantissime piccole e grandi cose, importanti e non, che dobbiamo posticipare. Anche se non ci sembra, queste cose, affaticano la nostra mente, per questo motivo è utile scriverle tutte: qualsiasi cosa che ci venga in mente.

La prima regola per delle liste funzionali è scriverle in un unico posto e averle sempre a portata di mano (beh, ora sarà anche più facile 😉); no quindi a foglietti svolazzanti e post-it, sì a quaderni o piccoli blocchetti dedicati a tale scopo.

Si possono fare liste divise per argomento, basta non esagerare, soprattutto all’inizio; in questo periodo mi sento di consigliare di suddividerle semplicemente in 2: “Da fare appena si ritorna alla normalità (alta priorità)” e “Da fare con calma”. In quest’ultima lista potrebbero finirci tutte le cose che stavamo per iniziare, o cose che ci sono particolarmente mancate in questi giorni, anche cose semplici, come una passeggiata nella natura!

Vedrete che scaricare la mente da tutte queste azioni da completare in futuro ci alleggerirà non poco! 

Cosa fare a casa

Fatto questo primo passaggio possiamo passare alle liste delle cose da fare a casa, anche in questo caso le liste possono essere suddivise, ad esempio in: “Lavori domestici straordinari”, “Cose da fare coi bambini”, “Cose da fare al computer” ecc..

Una volta annotato tutto, cerchiamo anche di pensare a quando metterle in pratica, possiamo fare un calendario delle attività da svolgere di settimana in settimana, un po’ come si potrebbe fare per il menu. 

Avere degli obiettivi definiti e delle scadenze ci aiuterà a rendere le nostre giornate più organizzate e ricche, avremo l’impressione che il nostro tempo sia ben investito e questo ci gratificherà molto, anche se siamo costretti a casa!

Concludendo

Cerchiamo di riempire le nostre giornate, manteniamo ritmi e routine, soprattutto se a casa ci sono bambini, questo ci aiuterà non solo a sfruttare meglio questo momento, ma a tornare alla normalità carichi e soddisfatti di cosa abbiamo fatto in questo periodo.

Restiamo vicini, anche se lontani, un abbraccio!

Tutto il giorno a casa

Mamme ai tempi del coronavirus

In questi giorni le cose stanno cambiando come mai era successo prima, ma la grande novità è che il cambiamento è comune a tutti, non privato! Questo scatena una serie di reazioni ed esternazioni pubbliche che ci influenzano, creando molto movimento nei nostri stati d’animo.

Per non rimanere intrappolati nei pensieri indotti dall’esterno, cerchiamo di ricavare qualcosa di positivo da questo periodo, unico e speriamo irripetibile, che ci sta dando l’occasione di stare a casa in famiglia, sperimentando nuove abitudini.

I casi sono tanti, c’è chi ancora si reca al lavoro, chi lavora da casa e chi non lavora proprio, più le varie combinazioni moglie/marito. Difficile dare dei consigli validi per tutte, ma cercherò più che altro di dare degli spunti e spero un po’ di motivazione per reagire al meglio!

Nuove Abitudini

Ecco i 10 consigli per vivere al meglio questo periodo in casa:

1) Cura personale

Anche se stiamo a casa, non trascuriamoci! Evitiamo di stare in pigiama, cerchiamo di mantenere delle routine mattutine di cura personale per noi e per i nostri figli, vestiamoci comodi, ma presentabili e la giornata ci sembrerà già meno cupa!

2) Vivere nel presente

Non pensiamo a quando finirà, ma cerchiamo di sfruttare (ora) al meglio questo tempo a casa: ci sono faccende domestiche che non avevamo mai tempo di fare? Volevamo dedicare più tempo alla cucina? Volevamo fare qualcosa con i nostri figli? Cerchiamo di fare o sperimentare queste cose!

3) Rispettare gli orari

Cerchiamo di suddividere la giornata in fasce orarie di un paio d’ore circa e assegnamo ad ogni fascia un tipo di attività per noi e per i nostri figli. Cerchiamo di non diventare monotoni, ma di tenere delle linee di riferimento; creare delle abitudini aiuterà noi e soprattutto i nostri bambini a dare una parvenza di normalità a questo periodo.

4) Fissare un obiettivo

Oltre alle faccende domestiche, pensiamo ad un nostro obiettivo personale: leggere, una formazione da fare online, ginnastica a casa, scrivere qualcosa, dipingere; cose per cui non trovavamo il tempo necessario ne avremo diverse e fra queste, senz’altro, ce ne sarà almeno una che potremmo proprio fare in questi giorni!

5) To do list

Sicuramente avremo una serie di impegni che abbiamo lasciato in sospeso, cose più o meno importanti che volevamo fare, ma ora non possiamo più: scriviamole tutte! Raccogliamo le carte e tutte le cose che dovremo fare appena la situazione si ristabilizzerà, magari suddividendo in cose da fare subito e cose da fare con calma; una volta archiviate queste cose (fisicamente e mentalmente) facciamo la lista delle cose che vogliamo fare in questo periodo a casa!

6) Giacenze e spazi

Sfruttiamo questo tempo per dare un’occhiata a dispensa, sgabuzzino e armadi. Prima di fare incetta ai supermercati, questo è il momento migliore per controllare le giacenze alimentari e di prodotti per la cura della casa e della persona: facciamo un bell’inventario e potremmo scoprire di possedere più di quanto pensassimo! Approfittiamo poi per riorganizzare meglio gli spazi, riunendo tutti i generi per tipologia! 😉

7) Organizzare i pasti

Questa è anche una buona occasione per sperimentare in cucina e visto che bisogna organizzarsi al meglio per andare a fare la spesa, la cosa migliore è fare un menu settimanale (qui potete scaricare un modello da stampare) e compilare poi la lista della spesa per far fronte a tutta la settimana.

8) Attività da fare in famiglia

Proviamo a rispolverare le cose che facevamo in famiglia da piccoli, cose semplici da poter fare con i nostri figli, dalla cucina alla cura della casa, oppure i giochi in scatola o di carte.

Non pensiamo di dover intrattenere i nostri figli come farebbe la scuola dell’infanzia o dover fare lezione come i maestri delle scuole primarie. 

Chi ha bambini grandi probabilmente avrà già una serie di compiti da fargli fare, per i piccoli bastano una o due attività al giorno, nel resto del tempo sarà sufficiente per loro accompagnarci nelle nostre routine. 

Ricordiamo anche che la noia porta alla creatività, quindi diamo spazio al tempo libero!

9) Suddividere tempi e spazi

Soprattutto per chi deve lavorare a casa, è molto utile avere uno spazio riservato al lavoro, che sia fisso o mobile, l’importante è che sia comodo, ben organizzato, ordinato e pulito. Deve essere chiaro a tutti i membri della famiglia quando si lavora, anche ai più piccoli, ma nel caso di bambini piccini sarà necessario ridurre al minimo la durata delle sessioni di lavoro, facendone piuttosto qualcuna in più.

10) Giocare col tempo

Per far capire ai bambini la durata del tempo in cui lavoriamo è sempre buona regola adottare l’uso dei timer, ma per allenarli è opportuno giocare con loro con il tempo, senza essere approssimativi nell’indicare gli orari e le durate delle cose. Uno strumento che rende ai bambini il tempo visibile è la clessidra! Se ne avete una o più di una, lasciatela a portata di mano dei più piccoli e usatela con loro per scandire il tempo.

Concludendo

Con la speranza di avervi dato qualche spunto utile per iniziare a migliorare le vostre giornate, nei prossimi articoli approfondirò alcuni di questi aspetti, sperando che nel frattempo la situazione si sistemi!

Un abbraccio e restiamo vicini, anche se lontani!

La percezione del tempo

Timer da cucina

L’uso del timer per lavorare

A volte vola, a volte non passa mai, in base alla nostra personalità e al contesto, la percezione del tempo cambia ed è normale che sia così.

Per non perdere la cognizione del tempo, c’è un semplicissimo accorgimento da poter mettere in atto: l’utilizzo del timer, che è davvero utile soprattutto nelle sessioni di lavoro da casa.

Per lavorare concentrati

Esiste la tecnica del pomodoro, che prende il nome proprio dal classico timer da cucina. Semplificando, consiste nel puntare un timer di 25 minuti e lavorare concentrati sul nostro obiettivo, senza alcuna distrazione. Quando il timer suona, bisogna prendersi una pausa di 5 minuti (cronometrati) per rigenerarsi, al termine si potrà procedere “con un altro pomodoro” da 25 e così via per 4 volte, quando avremo diritto ad una pausa più lunga di 15-30 minuti, per poter poi ricominciare da capo.

Questa tecnica permette sessioni di focus, migliori e maggiori di quanto non sarebbero senza timer, poiché mediamente non si riesce a rimanere concentrati per periodi molto più lunghi di 25 minuti.
Utilizzando questo metodo la mente si riposa ed è pronta per ripartire senza affaticarsi.

Extra per rendere il lavoro più efficace e leggero

  1. Nelle pause alziamoci, beviamo qualcosa, sistemiamo le carte o, se siamo a casa, possiamo anche fare qualche piccolo lavoro domestico come accoppiare i calzini e piegare la biancheria ;), qualsiasi cosa aiuti a distendere la mente.
  2. Questa modalità funziona se abbiamo definito i nostri obiettivi ed è quindi un incentivo a fare chiarezza: ricordiamoci che in ogni pomodoro dobbiamo concentrarci su qualcosa di prestabilito.
  3. In fase di programmazione del lavoro, pensiamo a quanti pomodori possiamo metterci, segnandoli accanto ad ogni punto della nostra to do list con un quadratino, da riempire una volta completato il pomodoro.
    Riuscire a prevedere le tempistiche ci darà molta soddisfazione.
  4. Invece di tirare la linea sui lavori fatti, avremo traccia di quanto tempo ci abbiamo messo, cosa che potrà essere utile in futuro, o per un’eventuale rendicontazione.
  5. Trova il timer giusto per te, valuta la rumorosità in base al tuo ambiente di lavoro e scegline uno il più semplice e veloce possibile, evitando app e programmi sul computer.

Errori da non commettere:

  1. Non fare le pause
    non sottovalutare l’importanza delle pause, la rigenerazione fa parte le lavoro.
  2. Usare male le pause
    evitare di fare telefonate rispondere ad e-mail e guardare i social; dedicare invece una sessione da 25 per queste tipologie di lavoro.
  3. Usare il telefono come timer
    il telefono è fonte di distrazione e a meno che non sia in modalità aereo, è meglio non usarlo come timer.
  4. Pianificare troppi pomodori
    è facile avvilirsi se non si riescono a portare a termine tutti i pomodori prestabiliti, quindi cerchiamo di rimanere bassi, sugli 8/10 al giorno, anche se lavorando 8 ore, potremmo farne 13/14.
  5. Lasciare in sospeso un pomodoro
    non è possibile mettere in pausa un pomodoro, cadrebbe il senso del lavoro, un pomodoro interrotto equivale ad un pomodoro non fatto.
  6. Non comunicare ai colleghi il nostro metodo di lavoro
    se lavoriamo con altre persone, spieghiamo loro che non possiamo essere interrotti, avendo cura di dire (e di segnarci) che verranno ricontattati appena possibile (magari nel pomodoro dedicato alle chiamate e alle e-mail).

Concludendo

Per sperimentare al meglio questa modalità, provate a creare un quaderno con le vostre liste giornaliere affiancate dai pomodori previsti, vedrete che con il tempo riuscirete ad essere sempre più precisi e ad avere le idee più chiare.

A casa con i bambini

Come iniziare al meglio la giornata 

Nei primi anni di vita del bambino, alcune mamme, per scelta o per altri motivi, restano a casa coi loro piccoli. In questo periodo, il rischio di perdersi tra le tante cose da fare è alto e spesso si finisce col farsi divorare dai sensi di colpa, perché non si riesce a fare tutto come si vorrebbe.

In primo luogo bisognerebbe chiedersi: cosa è davvero importante per me?
Cosa mi dà un estremo fastidio se non è fatto bene?

Focalizziamo i nostri sforzi su quello che impatta maggiormente nella nostra vita e capiamo se possiamo delegare qualcosa, senza farci troppi problemi! Ci sarà qualcuno che lo farà volentieri per noi, oppure avendone la possibilità, potremmo pagare qualcuno per un piccolo supporto domestico, non per questo saremo donne meno brave: ricordiamoci che il nostro benessere viene prima di tutto e una mamma felice, rende una famiglia felice!

Chiarito quello che vogliamo fare, pensiamo a come, quando e in quanto tempo farlo! Non lasciamoci trascinare dagli eventi, ma cerchiamo di programmare almeno a grandi linee le nostre giornate.

Come possiamo organizzarci a fare qualcosa mentre i nostri bambini scorrazzano per casa? Per me il migliore dei modi è quello di coinvolgerli!
Per quanto siano piccoli, se hanno acquisito le abilità motorie, con un po’ di creatività e di pazienza, potremmo pensare a qualcosa che potranno fare con noi, loro ne saranno sicuramente felicissimi!

ESEMPIO:
Possono riordinare i giochi, passare un piccolo panno inumidito sui mobili, accoppiare i calzini, aiutarci in cucina con qualche ingrediente, i modi sono davvero tanti, in base alle capacità che hanno già acquisito.

Quando sarà il momento migliore? Sicuramente la mattina, i bimbi sono più rilassati e lo siamo anche noi, quindi abituiamoci a creare delle routine mattutine fin dalla prima infanzia, per noi e per loro! Lo dice una che è allergia alle routine, ma vedo quanti benefici hanno, quindi con un po’ di impegno, ce la possiamo fare.

Fare il letto, pulire il bagno, fare una lavatrice, sistemare la cucina… Cerchiamo che queste faccende non ci sovrastino, ma diamo una sequenza precisa e logica a tutto, cerchiamo di mantenerla e soprattutto, non saltiamo da un lavoro all’altro senza averlo prima concluso.

Tipicamente:
Vado in camere a fare il letto, ma mi accorgo che c’è qualcosa da mettere a lavare; vado in bagno, preparo una lavatrice, ma trovo un fazzoletto da buttare nelle immondizie; vado in cucina, ma ci sono ancora le tazze nel lavandino, le metto in lavastoviglie ma… a quel punto, chi si ricorda cosa stavo facendo? E quanto tempo è passato senza aver concluso nulla?

Vi sarà capitata una situazione analoga? A me sì!

Oltre alle routine, per evitare scenari del genere, ci possiamo sforzare di fare una camera alla volta: non fare nulla in un’altra stanza finché quella che stiamo sistemando non sarà per noi a posto! Sembra banale, ma non lo è, provateci!

Un incentivo per rimanere concentrate su un lavoro è quello di porsi dei limiti di tempo e cronometrarli! Pensiamo che ci vorranno 5 minuti per sistemare la cucina? Mettiamo il cronometro e mettiamoci alla prova. 

Questo è un bell’esercizio anche per i bambini, non solo è stimolante, ma aiuta ad affinare la percezione del tempo, mentre per noi adulti è un aiuto per aumentare la consapevolezza del tempo che impieghiamo per fare le cose.

Questa consapevolezza ci aiuterà col tempo a programmare le giornate, o le sessioni dei lavori domestici, nei migliore dei modi.

Gli strumenti organizzativi

Servono?

All’89% delle persone piacerebbe organizzarsi meglio, altrettanti acquistano strumenti per organizzare meglio i propri spazi domestici, ma di questi circa il 70% rimane deluso dai risultati ottenuti*, perché?

Purtroppo nella nostra società ormai siamo orientati all’acquisto piuttosto che all’analisi della situazione, questo orientamento ci condiziona in molti ambiti della vita e lo fa anche sulla nostra organizzazione.

Quando abbiamo un problema, cerchiamo subito qualcosa che ce lo risolva, come si vede in questa pubblicità del più noto degli eCommerce, proviamo piacere ad acquistare qualcosa di nuovo, a cercare e a studiare quale sia lo strumento migliore; ma se questo tempo invece lo dedicassimo ad analizzare la situazione, provando a risolverla con le risorse che già possediamo? Non sarebbe meglio?

Con risorse mi riferisco sia a quelle fisiche, quindi a oggetti che già possediamo, che a quelle mentali, ossia investendo un po’ delle nostre energie cercando la vera causa del disagio e pensando a come potremmo risolvere la situazione a monte.

Tante volte portiamo avanti abitudini, o conserviamo oggetti, che nella nostra vita attuale non hanno più motivo di esistere, prima di tutto, analizziamo quali siano le nostre priorità e le nostre vere esigenze, poi  saremo liberi di agire!

Il tutto si traduce con parola “consapevolezza”.

Per raggiungere la consapevolezza dovremmo fare un lavoro su noi stessi e tante volte, facendo questo percorso, le soluzioni arrivano in automatico, tutto sarà più chiaro e quell’oggetto che volevamo acquistare all’inizio non ci sembrerà più così necessario.

Questo vale anche per gli strumenti digitali per l’organizzazione del tempo o delle cose da fare: non serve a nulla continuare ad acquistare l’ultima app pubblicizzata sullo store, sperando che sarà quella che ci svolterà la vita, gli strumenti li abbiamo già, usiamo prima quelli più basici, alleniamoci con quello che abbiamo (cartaceo o digitale che sia) e solo quando avremo davvero le idee chiare e saremo già organizzati, potremmo anche pensare di testare un nuovo strumento, se ne sentiamo davvero il bisogno.

Un consiglio per chi teme di avere la sindrome da shopping compulsivo:
fate una pausa, provate per un mese a non acquistare nulla se non strettamente necessario e ogni volta che volete acquistare qualcosa, annotatelo su un taccuino. Trascorso il mese andate a rivedere la lista e capite cosa ormai non serva più e cosa potrebbe essere davvero utile. Se vi va, mettete anche il prezzo e tirate una somma del valore che avete risparmiato! 😉


* Dati estratti dal report “Organizzato o disorganizzato, come ti senti?”,
primo rapporto italiano sulla disorganizzazione, condotto da Organizzare Italia.

Organizzarsi meglio

Perché?

L’organizzazione ti dona una maggiore consapevolezza e lucidità, attributi che ti fanno vivere meglio, soprattutto in un contesto sociale. 

Ho consultato il report “Organizzato o disorganizzato, come ti senti?”, primo rapporto italiano sulla disorganizzazione, condotto da Organizzare Italia; questi alcuni dei dati raccolti*:
circa il 90% degli intervistati ha qualche problema organizzativo e altrettanti vorrebbero migliorare la propria organizzazione, quasi la stessa percentuale pensa che l’organizzazione impatti sulla propria vita, ma più del 70% crede che la propria disorganizzazione non impatti sulle relazioni sociali.

ALT! Fermiamoci un attimo a pensare a quest’ultimo punto: davvero si pensa che la disorganizzazione non abbia impatto a livello sociale?

Io credo proprio che sia esattamente l’opposto, poiché l’organizzazione, al contrario dell’ordine, la si adotta proprio per relazionarci agli altri.

Se io fossi sola, mi basterebbe sapere dove sono le mie cose e cosa ho da fare, nessuna delle mie scelte influenzerebbe il prossimo; ma se io condivido i miei spazi, allora sì, sarà necessario scegliere con criterio i luoghi in cui riporre le cose, in modo che per tutti sia facile e naturale ritrovarle.

Altro esempio, gli impegni: si hanno sempre con qualcuno, altrimenti sarebbero nostri obiettivi, e se c’è qualcuno che mi aspetta a lungo perché io, a causa della mia disorganizzazione, non riesco ad arrivare puntuale? Questo sì che impatta sulla mia relazione!

Poi ok, se siamo ritardatari cronici, gli amici ci vorranno bene lo stesso, lo so, idem per i disordinati, ma il nostro caos un impatto lo ha comunque, inoltre gli impegni e gli spazi non si condividono solo con gli amici, ma anche con colleghi o conoscenti, loro avranno la stessa indulgenza dei nostri amici nei nostri riguardi?

Quindi diciamolo: essere organizzati lo si fa soprattutto pensando agli altri, inoltre una persona organizzata è più serenaaffidabile, queste qualità sicuramente aiutano a vivere meglio insieme agli altri!

Uno dei trucchi per organizzare meglio gli spazi è quello di pensare:
“se questa cosa la dovesse cercare qualcun altro, qui dov’è, la troverebbe senza sforzo?”

Nel prossimo articolo approfondirò un altro aspetto di questo report, ossia che sono in molti a comprare strumenti organizzativi, ma la maggior parte di quelli che lo fa, non ne ha alcun beneficio; vedremo insieme il perché.


* I risultati sono raggruppati in maniera approssimativa, per dettagli e approfondimenti visita il report completo. 

Perché un P.O.

Perché serve un Professional Organizer

Lo so, c’è gente super organizzata, che mai si sognerebbe di chiedere aiuto a qualcun altro per gestire meglio il proprio tempo o spazio, ma so anche che la maggior parte di noi, lotta ogni giorno con la procrastinazione, spesso inconscia, dei propri doveri o desideri.

Perché inizio parlando della procrastinazione? Perché il disordine che abbiamo nella mente e nella casa inizia sempre con una decisione rimandata! La mente degli esseri umani è pigra, se può risparmiare energie lo fa e le scelte costano energie, quindi perché farle oggi se si possono rimandare a domani?

Tante volte rimandiamo per pigrizia o per necessità, ma non ci rendiamo conto di quanto queste scelte in sospeso siano una zavorra, che si manifesta nella nostra mente con quella sensazione di irrequietezza e nella nostra casa con il disordine.

Siamo spesso distratti da altro, raramente dedichiamo il nostro tempo a programmare con metodo, a pensare in maniera creativa o a fare un bilancio della nostra vita; siamo sempre indaffarati a fare cose, che a volte ci fanno solo sprecare tempo, ma il bello è che non ce ne rendiamo nemmeno conto. 

Subiamo il ritmo delle giornate frenetiche senza fermarci a pensare a cosa potremmo cambiare per avvicinarci ad un nostro obiettivo o ancor peggio, senza pensare nemmeno a quale sia il nostro obiettivo.

Quando sentiamo di aver perso il controllo della nostra vita, quando ci rendiamo conto che stiamo andando avanti per inerzia, dovremmo fermarci e cercare di capire dove vogliamo arrivare, cosa vogliamo cambiare, di cosa vogliamo sbarazzarci, insomma: quale potrebbe essere il prossimo passo per stare meglio?

Non dovrà essere per forza una scelta sconvolgente, ma basta una semplice attività che vorremmo fare, ma rimandiamo sempre per mancanza di tempo, oppure di uno spazio domestico o lavorativo che ci crea disagio, ma che ormai ci siamo abituati a vedere così: piccole cose che però hanno più potere di quanto noi pensiamo.

È qui che il Professional Organizer interviene, ti da la spinta giusta per iniziare e ti accompagna nel tuo processo di riorganizzazione, che riguardi il tempo o lo spazio, la casa o il lavoro, inizierai col sostegno di una persona preparata e non ti sentirai in balia degli eventi o incapace di continuare, perché saprai di poter contare sul suo aiuto.

Il Professional Organizer tramite strumenti e metodi ti aiuterà a raggiungere la consapevolezza per raggiungere i tuoi obiettivi di riorganizzazione in maniera efficace. Alla fine della collaborazione sentirai un senso di leggerezza e libertà, in te si scatenerà una maggiore forza di volontà e la voglia andare avanti con costanza.

Il P.O.

L’identikit del Professional Organizer

chi è

Il Professional Organizer (P.O. per quelli del mestiere) è di solito una persona naturalmente organizzata, o che attraverso la formazione ha appreso i concetti fondamentali per fare questa professione.

cosa fa

Conosce le tecniche e continua a formarsi attraverso corsi e letture, vede con occhi differenti e ti da gli strumenti per trovare il percorso che ti porterà a semplificarti la vita, attraverso una migliore gestione degli spazi (fisici e virtuali), del tempo o delle energie.

come lo fa

Lo fa sostenendoti e nel totale rispetto delle tue esigenze, non ti consegna un pacchetto preconfezionato, ma ne crea uno su misura per te.

perché lo fa

È una persona orientata all’ascolto e ama aiutare il prossimo per renderlo autonomo nel suo percorso, crede nell’organizzazione come strumento per cambiare in meglio la vita.

cosa non fa

Non giudica, ma ascolta la tua storia dando spazio alle tue emozioni.
Non gestisce gli appuntamenti, ma ti insegna come farlo al meglio.
Non pulisce casa, ma ti aiuta a capire come risparmiare tempo nel farlo.
Non spinge a buttare via le tue cose, ma ti aiuta a valutare se quelle cose siano veramente necessarie e a valorizzarle.
Non cerca di venderti un servizio preconfezionato, ma ti ascolta e ne costruisce uno perfetto per te.

Insomma, il Professional Organizare non fa le cose al posto tuo, ma ti affianca in un percorso di cambiamento, ti aiuta a cambiare le piccole abitudini che ti costringono in una situazione che ormai ti è stretta.

cosa non è

Non è una persona che si pone ad un piano superiore, ma è umile ed entra in casa tua in punta di piedi.
Non è una persona infallibile perché perfettamente organizzata, ma è una persona che quando cade, riesce a rialzarsi piuttosto rapidamente, grazie alla propria forma mentale.

in quali ambiti può intervenire

Può intervenire sulla gestione degli spazi domestici, sull’ottimizzazione del lavoro, sulla gestione familiare, sulla gestione del tempo, per aiutarti ad affrontare un cambiamento,  per aiutare le persone con disorganizzazione cronica.