Liberare la cameretta

Fare spazio nella cameretta dei bambini, si può?

Mantenere l’ordine con i bambini è per molti un’impresa titanica, ma ci sono due cose essenziali che possono agevolare il lavoro di noi genitori:

  1. Tenere sotto controllo la quantità di giochi e vestiti
  2. Abituarli fin dalla più tenera età al riordino

Oggi per l’appunto parleremo del primo aspetto, sempre nell’ottica del decluttering per alleggerire la vita, perchè anche i bambini sentono la pesantezza degli spazi disorganizzati e saturi di oggetti.

Maria Montessori nel suo libro “Il bambino in famiglia” parla di
“(…) un istinto che comincia a rivelarsi nel primo anno di età e ha la sua massima manifestazione verso i due anni: il bisogno del bambino, per costruire la propria mente, di vedere le cose sempre nello stesso posto e nell’uso cui sono destinate.”

L’approccio montessoriano all’educazione dei più piccoli ha davvero tantissimi punti in comune con l’organizzazione degli spazi e non solo, infatti si dice che l’ordine sia uno dei bisogni primari dei bambini e che quello dell’ambiente favorisca lo sviluppo del pensiero logico, la pianificazione e l’intelligenza! Ma questo è un’altro capitolo e avremo tempo per approfondirlo insieme più avanti.

Tornando alle quantità, iniziamo col nostro viaggio nella cameretta dei bimbi partendo proprio dai giochi!

I giochi

Spesso i bambini sono invasi dai giochi ancor prima di venire al mondo, quando invece nei primi mesi non ne avrebbero alcun bisogno.

Iniziare fin da subito ad approcciarsi al mondo degli accessori per l’infanzia con pensiero critico, sicuramente ci aiuterà a mantenere un equilibrio anche in futuro. 

Ma vediamo insieme qualche trucco, tra cui quello delle tre scatole + una!

La quantità giusta

Come per tutte le cose che abbiamo analizzato negli altri articoli sul decluttering, anche in questo caso abbiamo bisogno di stabilire la quantità giusta e non si tratta di privare il bambino della gioia di un gioco, anzi, si tratta di insegnarli ad apprezzare ciò che ha.

In linea di massima bisognerebbe avere un pezzo per gioco, ma mi rendo conto che a volte questo è un po’ estremo, anche se forse in alcuni casi applicabile. Laddove non si riesca però, è bene dare comunque dei limiti, magari dettati dagli spazi: la cesta dei peluche, la scatola del lego e così via.

Quando si superano i limiti, vuol dire che è arrivato il momento di mettere da parte qualcosa e vedremo poi come possiamo procedere nel farlo, senza urtare la sensibilità dei nostri figli.

I doppioni

Come appena detto, è meglio evitare i doppioni, anche nel caso in cui ci siano dei fratelli, perché avere dei giochi in comune con i fratelli insegna ai bambini valori come la condivisione, il rispetto e l’importanza dell’attesa.

La cura

Avere pochi esemplari di giochi, aiuterà il bambino ad averne cura e come sempre, il genitore deve essere il primo a dare l’esempio, infatti anche i bambini hanno diritto di veder trattare bene i loro oggetti, anche se sono infrangibili, quando riordiniamo dobbiamo sempre prestare la massima attenzione ai modi in cui compiamo le nostre azioni. 

I piccoli hanno anche il diritto di circondarsi di cose belle, come noi! Quindi riflettiamo sempre su ciò che compriamo e vigiliamo su ciò che viene loro donato, cercando poi di averne cura, aggiustando ciò che si rompe e liberandoci da ciò che non si può più aggiustare.

Il ricambio dei giochi – Scatola 1

Un trucco per limitare le quantità dei giochi a portata di mano è quello di “farli girare”, basta munirsi di uno scatolone (non trasparente) da riporre all’interno di un armadio e metterci i giochi che hanno smesso di suscitare interesse, tirando fuori quelli nuovi o che sono rimasti rinchiusi da molto tempo.

I bambini apprezzano molto le novità ma, tranne alcune eccezioni, l’interesse per i giochi scema nel giro di qualche giorno, con questo trucco i bambini non si stuferanno di quello che hanno e sarà stimolante soprattutto per i più piccoli, perché probabilmente scopriranno aspetti nuovi di giochi che già possedevano.

Un altro metodo, più economico ed efficace soprattutto per i più piccoli, è quello di far girare i giochi fra amiche con bimbi coetanei, in questa maniera non servirà nemmeno lo spazio per archiviare i giochi e non occorrerà averne molti!

I giochi in sospeso – Scatola 2

Più i bambini crescono più sarà facile che si affezionino ai propri giochi, pertanto farli girare potrebbe diventare più problematico rispetto ai primi anni.

Un trucco è quello di fare la scatola dei sospesi, in cui riporre quei giochi che vorremmo dare via, ma che forse i nostri bimbi potrebbero cercare ancora. 

Quando il bambino è ancora piccolo (fino ai tre anni circa) lo si può fare da sole, selezionando quei giochi che non suscitano più interesse da tempo e che noi riteniamo non più adatti alla sua età. La scatola la possiamo conservare dai sei mesi all’anno, e se in questo lasso di tempo il bimbo non ha mai desiderato i giochi al suo interno, sentiamoci autorizzate a donarli.

Quando sarà un po’ più grande potremmo renderlo partecipe di questa modalità, ma per capire quando sarà il momento giusto, dobbiamo parlare sempre al bambino dell’eventualità di donare i suoi giochi a bimbi meno fortunati di lui, ad un certo punto lo accetterà e allora sarà il momento di coinvolgerlo.

I giochi per il futuro – Scatola 3

Spesso compriamo o ci donano giochi che non suscitano interessi perché il bambino non ha ancora raggiunto le competenze o l’interesse per quel tipo di gioco o attività. 

In questo caso è inutile lasciare quel gioco a portata di mano, rischierebbe di diventare parte dell’arredo e di non suscitare interesse nemmeno quando sarebbe il momento giusto, pertanto anche in questo caso sarebbe opportuno dedicare un contenitore ai giochi per il futuro, da cui ogni tanto attingere per vedere se sia arrivato il loro momento!

Accortezze

Per non confondere col tempo i giochi da far girare con quelli per il futuro o in sospeso, sarà meglio avere cura di scrivere sopra ad ognuna delle tre scatole la tipologia del suo contenuto, in maniera chiara e ben visibile.

Con queste tre scatole sarà più semplice moderare la quantità di giochi in giro per la camera e di conseguenza anche mantenere l’ordine sarà più facile, inoltre i bambini si mostreranno più interessati ai giochi.

Lavoretti e co.

La cameretta (o la casa) non è invasa solo dai giochi, ma soprattutto in certe età dei nostri figli, i lavoretti prendono il sopravvento e spesso non sappiamo come gestirli, perché non troviamo mai il coraggio di gettare i capolavori dei nostri piccoli artisti! 😉 

La scatola dei ricordi

Ecco qua l’ennesima scatola!!! Questa volta però basta un piccolo contenitore formato A4, in modo tale da poterci riporre dentro anche un foglio intero.

Come potete immaginare si tratta di un raccoglitore in cui andranno solo quelle cose che vogliamo conservare, quindi non tutto, ma una selezione.

Potrebbero essere alcuni di quei disegni che per un periodo hanno sostato sul nostro frigorifero o su una parete, ma che col tempo si possono anche sostituire con qualcosa di più recente, così potremmo scriverci sopra una data, magari anche un pensiero a riguardo e conservarli in questa scatola. 

Qui potrebbero andarci anche quei disegni che il bambino quando sarà più grande non vorrà buttare e allora un po’ come nella scatola dei sospesi, potremmo decidere insieme a lui di inserirli là dentro.

Attenzione però, non è finita qui! Ogni tanto dovremo guardare insieme al bambino il suo contenuto e vedremo che col passare del tempo alcune cose avranno perso il loro valore e riusciremo a gettarle, in modo da non arrivare mai a riempire interamente la scatola, altrimenti diventerebbe la prima di una lunga serie di scatole, che finirebbe in cantina ad occupare spazio, finché qualcuno non deciderà di gettarle.

Selezionando periodicamente invece potremmo creare una simpatica scatola coi dei ricordi davvero toccanti per noi.

Fotografare

Un’alternativa alla scatola, o un’aggiunta, è quella di fotografare i lavoretti o i disegni. Se si prende l’abitudine di farlo al momento della consegna, rimarrà registrata anche la data esatta in cui è stato creato il capolavoro!

Attenzione anche qui però! Le controindicazioni in questo caso sono due:

  1. Potremmo ritrovarci una miriade di foto che non guarderemo mai più.
  2. Il problema persiste se il bambino vuole conservare il cartaceo.

Una via di mezzo

Io credo che il giusto compromesso sia una via di mezzo, magari fotografare quelli che per noi rappresentano dei passaggi dello sviluppo del bambino di cui vogliamo tenere traccia, come il primo disegno con una persona o quello che rappresenta la famiglia ecc., tenendo e selezionando quelli che per i bambini sono importanti, insegnando così loro che i ricordi si possono tenere, ma ciò che importa davvero è quello che teniamo nel nostro cuore!

Lo svuota-tasche

Un altro escamotage per filtrare ciò che il bambino produce e raccoglie fuori  casa è quello di mettere all’entrata un contenitore in cui lui sia libero di riporci ciò che porta a casa dall’esterno, che siano delle pigne o dei lavoretti!

In principio faremo noi la selezione (o meglio rimozione) di ciò che viene inserito dentro, ma col tempo potremmo insegnare al bambino a rivedere il suo contenuto settimanalmente, in modo che anche lui prenda coscienza di cosa si possa eliminare e cosa valga la pena tenere.

Vestiti

Ed ecco il capitolo vestiti! Anche in questo caso spesso, volenti o nolenti, prima che il bimbo nasca siamo sommerse da vestitini, che per carità, fanno anche comodo, ma a volte si esagera proprio.

Soprattutto prima della nascita è bene prendere lo stretto necessario, in base alla stagione, puntando sulle cose più semplici e di fibre naturali, magari sperimentando tipologie diverse, in modo da capire con cosa ci si trovi meglio. Questo vale per i primi figli, ma anche per quelli che vengono dopo, perché non è detto che i capi che abbiamo apprezzato col primogenito, ci tornino congeniali anche con i successivi! 

Ricordiamoci che ogni figlio è unico, come lo siamo anche noi nei diversi momenti della nostra vita.

I primi mesi/anni i capi sono talmente piccoli, che basterà davvero pochissimo spazio per riporli, e per una buona organizzazione basterà avere cura di separare bene le tipologie e di mantenere a portata di mano solo le taglie giuste; in questo modo anche quando dovremo dare indicazioni a qualcun altro, sarà semplice spiegare dove si trovino le cose. 

Il cambio taglia

La taglia giusta nei primi mesi dura davvero pochissimo, è bene quindi tenere sempre aggiornato il guardaroba del piccolo, in modo da non perdere tempo cercando come vestirlo.

Come per i giochi, possiamo attrezzarci con scatole (magari trasparenti) per riporre i vestiti di taglie più grandi, che andranno bene in futuro, sempre che la stagione sia giusta!

Mentre i vestiti piccoli possono essere riposti in sacchetti da destinare poi alla donazione, alla vendita o allo scambio, poiché per i vestiti dei piccoli c’è davvero molto giro, dato che spesso si tratta di abiti messi appena una volta, o nemmeno quella!

Io consiglio di fare una selezione subito, non lasciare nel pensatoio vestitini… se cercheremo un secondo figlio, teniamo da parte solo i vestiti davvero comodi, in buono stato e possibilmente di colori neutri, poi riponiamoli in scatole ben chiuse scrivendoci sopra stagionalità e taglia. 

Tutto il resto cerchiamo di smistarlo fra la donazione o la vendita a seconda di cosa ci sia più congeniale, l’importante è non perdere tempo, così potremmo donare abiti che sono ancora della stagione giusta ed eviteremo di accumulare vestiti su vestiti.

Il cambio di stagione 

Quando i bimbi sono più grandi spesso il cambio stagione coincide col cambio taglia, ma non sempre, per questo io faccio sempre una scatola con i vestiti da riprovare l’anno successivo, in cui metto solo quelli ancora buoni e un po’ abbondanti. L’abbigliamento estivo in particolare si presta molto a fare più di una stagione!

Su questa scatola ci scrivo sopra in che stagione e in che anno dovrò ritirarli fuori per farli provare a mia figlia! Può sembrare sciocco, ma è davvero un attimo fare confusione e dimenticarci un’intera scatola di vestiti che magari potevamo ancora sfruttare! In questa scatola metto anche quei vestiti troppo grandi che non sono ancora stati indossati, quindi coinciderà con la scatola “per il futuro” sopra descritta.

L’anno successivo, prima di fare shopping per la stagione in arrivo, ricordiamoci di dare un’occhiata a questa scatola per capire cosa ci serva davvero.

Anche nel cambio di stagione valgono le stesse suddivisioni, “da tenere” per un eventuale secondo (terzo/quarto…) genito, “da donare”, “da vendere”, sempre a seconda delle nostre abitudini. 

In questo caso però cerchiamo di tenere da parte, scrivendoci sopra la stagione e la dicitura “da donare” ecc., per poter dar via i capi all’inizio della stagione giusta, così nel frattempo avremo anche il tempo di far riprovare i vestiti che erano abbondanti, per capire se unirli a quelli da dare via o tenerli.

Quante scatole!

Ok, potete anche dirlo: “Che scatole”! Forse vi ho annoiate con tutte queste scatole, ma spero di aver fatto chiarezza sul metodo che adotto io e che credo ci possa aiutare molto nella gestione delle quantità. 

Non ho parlato di come organizzare gli spazi, perché nel caso della cameretta dei piccini l’argomento tocca tematiche molto più ampie, che avrò il piacere di affrontare in altri post. 

Ho cercato di non essere troppo dispersiva, credendo che la chiave sia prima di tutto nei numeri, perché avendo meno cose da gestire, sarà molto più facile riuscire ad organizzarle bene e poi, sono sempre gli stessi passaggi:

  1. trovare la quantità giusta 
  2. creare la suddivisione per tipologie 
  3. trovare lo spazio adatto

Concludendo

Spero davvero di avervi dato qualche spunto utile, perché si parte proprio da queste piccole cose per insegnare l’organizzazione ai propri figli, inoltre anche loro trarranno solo benefici da un ambiente più libero e in ordine.

Un abbraccio e al prossimo post, in cui parlerò del salotto!

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